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novembre 24, 2016

Cookie law

Perche compare quell’informativa sui cookie?

Il Garante della Privacy ha decretato il 2 Giugno 2015 come scadenza per mettersi in regola circa il  Provvedimento dell’8 maggio 2014. I siti web che tracciano i movimenti dei propri visitatori utilizzando la tecnica dei cookie (lett. biscottini) sono obbligati ad informare i propri utenti delle proprie azioni.

I cookie sono dei piccoli files che si scaricano in maniera invisibile durante la navigazione, originariamente erano un cadeau, un piccolo omaggio per i visitatori, che potesse far loro ricordare di essere stati su un determinato sito, per invitarli a tornare. Nel tempo, con l’avvento del web 2.0,  hanno assunto maggiore rilevanza, dato che i gestori di contenuti (CMS) che si utilizzano per creare i siti dinamici (esempio su tutti wordpress, ma anche magento, joomla etc.) possono inserire molteplici info su quei piccoli files. Questi generano una storia cronologica dei nostri movimenti online e sono in grado di informare il gestore di un sito dei nostri movimenti ad esso legati, sia sul suo sito che su altri. Questo ha creato uno scenario per delle idee di marketing, re-marketing e segmentazione dell’audience inarrivabili prima e sono alla base del nuovo concetto di internet, in cui tutto è tracciato in maniera organica.

Si possono ricostruire le cronologie delle navigazioni da lontano!

Molti siti rilasciano cookie, sicuramente tutti quelli con l’interessantissimo banner che scompare navigando sul sito o cliccando su “accetta consenso”, e gli obiettivi possono essere i più disparati, dalla pubblicità tabellare al coinvolgimento in un imbuto di conversione nel remarketing; per questo l’autorità del Garante della Privacy ci ricorda che stiamo dando le nostre informazioni ad altri. Pertanto dobbiamo esserne consapevoli! Per far fuori i biscottini è sufficiente mangiarli cancellare la cronologia di navigazione. Se proprio non si vogliono salvare i cookie, è una buona idea aprire una nuova finestra di navigazione in incognito (che non significa che nessuno stia ad osservare, vero Google?)

Ma i cookie non sono il male, sono semplici tracce.

In questi ultimi anni abbiamo letto accettato una miriade di condizioni contrattuali facendo un semplice clic, senza approfondire davvero, confessiamolo! La cookie law si inserisce nel panorama percettivo dell’utente medio come l’ennesimo click (o non click, semplice scroll) da fare, delle finestre su cui clickare per farle sparire poi “boh che diceva”.. Quindi può essere giustamente valutata una noia vedere i siti web tappezzati di informative alla prima navigazione, ma dietro c’è qualcos’altro!

Io immagino di entrare nel web indossando degli stivali bagnati.

boot-962166_640So che lasceranno dietro a dove camminerò delle impronte ben riconoscibili, e so che se ci sono siti che mi vogliono seguire lo possono fare; è il prezzo da pagare per la pletora di informazioni a cui ho accesso online. L’obbiettivo del cookie lasciato da un sito ha sempre un valore, potenziale o commerciale: può tracciare una visualizzazione, un collegamento, un acquisto, fino ad arrivare ad incrociare i dati, riconoscendo una percentuale economica sulla transazione a chi ha proposto l’acquisto, in maniera quasi invisibile all’utente. Per questo motivo il Garante della Privacy è intervenuto, obbligando all’informativa tutti i siti che rilasciano questi cookie.

schermata-2016-11-22-alle-00-18-51Ho scritto quasi dato che possiamo controllare quanti e quali cookie riceviamo: ci sono cookie tecnici, analitici e di profilazione, dietro quella bella i cerchiata accanto all’indirizzo web dell’internet browser (es. nell’immagine chrome) possiamo trovare il nome del sito che le elabora (ci sono di proprietari e di terze parti). Queste 3 tipologie prevedono diversi livelli di approfondimento e di “ingresso” nella privacy, pertanto i gestori del sito sono chiamati a seguire le istruzioni della comoda infografica.

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